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Lo Shyrdak, un multicolore tappeto di feltro

Il feltro non finisce mai di stupirmi. Le sue applicazioni sono tantissime e se ne trovano di differenti ad ogni latitudine. Ovvio a ben pensarci dato che l’arte del feltro risale almeno al terzo millennio a.C. Facendo delle ricerche sull’arte tessile ho scoperto lo Shyrdak, un tappeto di feltro coloratissimo originario dell’Asia centrale, in particolare del Kyrgyzstan. L’energia che si sprigiona da questi gioiosi arazzi arriva anche a distanza, anche a vederli solo in fotografia. Figuriamoci dal vivo. Io me ne sono innamorata!

Questo manufatto, fino a qualche decennio fa, aveva esclusivamente un uso domestico. Era infatti indispensabile nella vita dei popoli nomadi asiatici: le pareti della Yurta, la classica tenda usata soprattutto in Mongolia e Uzbekistan, erano di fatto un insieme di Shyrdak e anche il pavimento era completamente ricoperto da questi tappeti di feltro. Una casa di lana colorata che teneva al calduccio intere famiglie, anche con le temperature più rigide. Un fantastico esempio di dimora a impatto zero, ecologicamente perfetta. Adesso anche le Yurte hanno subito inesorabili cambiamenti e, cedendo sotto il peso della globalizzazione, sono meno ricche di questi stupendi tappeti artigianali e più abbondanti in suppellettili moderne.



Lo Shyrdak in feltro è in salvo

Alcune cooperative del Kyrgyzstan però mantengono viva la tradizione dello Shyrdak realizzando tappeti di feltro alla vecchia maniera. Per ciascun arazzo viene usata la lana di 4/5 pecore, la lana viene accuratamente pulita e tinta con colori naturali, viene bagnata con acqua e sapone e lavorata a mano fino ad ottenere un tessuto omogeneo e resistente. Tutto ad opera delle donne. Fortunatamente gli Shyrdak sono molto apprezzati e quindi esportati in tutto il mondo.



Ma una delle cose che mi è piaciuto di più sapere è la simbologia nascosta in questi tappeti. I colori scelti sono ben precisi e testimoniano messaggi secolari. Il blu ed il rosso messi a contrasto indicano, ad esempio, un lago e una catena montuosa del Kyrgyzstan. E nei vari motivi decorativi ci sono simboli come la mamma che protegge il bambino, i soldati che vigilano sul villaggio, la connessione con la Natura, il vortice d’acqua che significa rinnovamento, le foglie che omaggiano i pascoli estivi, la melagrana che auspica alla fecondità e tanti altri.


Se come me vi è presa un’irrefrenabile voglia di avere uno Shyrdak, vi suggerisco di visitare il sito web Altyn Kol che promuove una piccola ma importante impresa cooperativa, tutta al femminile, impegnata a mantenere viva l’arte dello Shyrdak e, allo stesso tempo, a dare lavoro alle comunità rurali del Kyrgyzstan.

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