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Raccontiamo i nostri colori: Teatro

Teatro

Il colore Viola cattura la mia attenzione fin da piccina ma è da grande che diventa oggetto di studio, anche se soltanto per qualche decina di minuti. Ho poco più di vent’anni e frequento l’Università. Il professore di Storia del Teatro ci fa assistere ad una conferenza con ospite Giorgio Albertazzi, attore fiorentino baluardo indiscusso del teatro impegnato italiano. Durante questo straordinario incontro viene svelato il motivo del perché il Viola sia un colore messaggero di malasorte per gli attori.




Tutto è iniziato nel Medioevo ed è strettamente collegato ad uno dei tempi forti della Chiesa cattolica, ovvero la Quaresima. I paramenti liturgici indossati nelle messe quaresimali sono infatti violacei. Nei quaranta giorni di questo periodo, in cui si invita alla conversione o alla riconferma della fede, in cui ci sono richiami al Diluvio Universale e al battesimo di Gesù nelle acque del Giordano, a tutto il popolo venivano imposte delle penitenze speciali: il digiuno ecclesiastico, preghiere particolarmente intense, l’astinenza dalle carni il venerdì e la pratica della carità verso i meno fortunati. Erano, infine, proibite le rappresentazioni teatrali e gli spettacoli pubblici. Ed è da qui che nasce la superstizione sul colore viola in relazione al mondo dello spettacolo: gli attori per quaranta giorni non avevano alcun profitto e guadagnarsi un pasto caldo diventava assai difficile.

Per noi occidentali, però, il periodo della Quaresima è anticipato dal Carnevale, una festa con una sola parola d’ordine: mascheramento. Un tripudio di stelle filanti, coriandoli, dolci carnevaleschi, gente in costume e carri allegorici. Nelle case e nelle strade regnano lo spasso e la vitalità. Il color Teatro per noi è questo, è occasione di divertimento e scelta di personificare, per qualche giorno della tua vita, Napoleone, Cleopatra, Totò, un gatto, Pulcinella o quello che più ti attrae. E’ possibilità di fingersi qualcun altro ma non solo per celare ciò che si è bensì per ampliare i propri orizzonti emotivi, acquisire inediti punti di vista, scorgere energie ignote e farle proprie. Se indossi i panni della dea Luna, per esempio, potrebbe aprirsi per te l’eventualità d’incontrare il tuo personalissimo Sole e magari d’ influenzare le maree della tua vita, non sarebbe stupendo? Fatevi questo regalo e provateci, il color Teatro sarà sicuramente dalla vostra parte!

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